Aspettando Camilla

— Ma Camilla, non arriva?

— Arriva arriva, è solo in ritardo. A Milano era tutto bloccato, prendeva il treno successivo, risponde Gheorghe.

Arianna annuisce mangiandosi le unghie. Sembra rassicurasi, ma non troppo.

Gheorghe comprende solo in parte l’ansia della sua amica: vabbè la solita cena a quattro, vabbene il bel rapporto fra loro, ma che frega ad Arianna se Camilla arriva o non arriva? Gheorghe si è sempre chiesto se in fondo  siano davvero amiche.

Arianna è amica di Gheorghe, lei lo considera un compagno, un maschio al quale ricorrere con sicurezza.

Mai gelosa, anzi spesso complice, comunque indifferente ai destini sentimentali dell’amico. Anche Gheorghe ha per lei solo sentimenti da vecchio camerata.

Arianna: pubblicitaria, spiantata, iperattiva, telefonino sempre l’orecchio per organizzare, incontrare fare.

Anche stasera.

L’uomo: –Calmati, godiamoci il venerdì sera, lei arriverà, arriverà: a proposito dov’è Andrea?

Andrea è il ragazzo del momento, reggono da sei mesi;

— Andrea arriva, anzi porta un’amico; sicuro che Camilla ci sarà?

Gheorghe dice nuovamente di si,  sostiene il dialogo fra il divertito e l’incredulo. “Ma che ha questa, stasera?

L’idea che fra un po’ arriverà la sua Camilla lo distende e fa passare in secondo piano la nevrastenia dell’amica. Ha un lampo, una visione di lei sul treno, quella sua maniera composta di aggiustarsi sulla poltrona, i capelli lisci, i jeans sulle gambe magre.

Tenerezza ed eccitazione: sembra tutto gradevole, anche se a dire il vero il ristorante scelto da Arianna non lo fa impazzire. Al contrario dell’amica lui non è per l’esotico a tutti i costi, fra il sushi ed una bella bistecca non ha dubbi.

L’idea poi che stasera mangeranno in quattro (no in cinque a quanto pare) sul tatami, accucciati e non seduti… Vabbè, si rifarà nella notte con Camilla, la guarderà stiracchiarsi, l’abbraccerà dicendole all’orecchio un mix di parole dolci e porcherie, le spingerà il cazzo duro contro la pancia aspettando quel suo movimento quasi ingenuo che glielo fa scivolare dentro, l’ascolterà godere, con quel suo singulto intenso e bisbigliato tutto suo, persa per un attimo in un altro mondo.

Una vibrazione, un rumore.

La porta a vetri del locale si apre con un soffio. Lui pensa “.. Camilla ..” ed invece no, è Andrea, ma irriconoscibile, ancora più spento, completamente oscurato, del tutto annientato dall’altro maschio che è entrato con lui.

Si avvicinano ad Arianna, lei scatta nervosa, volta le spalle a Gheorghe per accogliere i due.

L’uomo dice “Ma non c’è nessuno”, con fare sbrigativo e pratico, accusatorio.

Arianna scuote la testa, ma non parla, dice troppo in fretta “Vieni ti presento”, e gira le spalle a Andrea.

Un passo verso Gheorghe, che guarda il nuovo arrivato: solito disagio verso una persona più alta di te. L’uomo stringe la mano a Gheorghe guardando Arianna, solo all’ ultimo gli concede uno sguardo; no, forse non a lui forse verso il cameriere al quale dice “La macchina…”

Il cameriere giapponese farfuglia, s’inchina, prende le chiavi pesanti, esce.

Restano in quattro, in piedi, in un posto dove si sta seduti, anzi accucciati.

— Alex…

Dice Arianna.

— Sei arrivato presto.

— No, sono puntualissimo.

E cosa vuoi rispondere?”, pensa Gheorghe. Uno così se lo contraddici è capace che si alza e se ne va senza dire niente.

“E’ tentato di farlo” pensa Gheorghe. Non è più divertito: Arianna è troppo nervosa, Alex troppo odioso, Andrea troppo annullato.

Ma come cazzo si rasano ….” si dice Gheorghe, considerando il cranio di Alex. Però il collo è forte, la curva delle spalle e del petto armoniosa, la faccia odiosa non guarda nessuno ma è liscia, mobile.

Arianna, ancora fuori luogo: — Cosa faccio portare?

Alex: — Se continua così niente.

Risolino di Arianna, che attacca fitto fitto con Andrea il quale ribatte breve, si mette all’angolo. Risponde “Una Porsche”, “Forse”, “ Credo di si”.

Io mi sto annoiando” stabilisce Gheorghe fra se e se, e prende la sua decisione.

— Quasi quasi vi lascio, dice.

Cerca le sue cose: il suo orologio mentale gli fa vedere Camilla vicina, vicinissima, già scesa dal treno (l’immagine di due ragazzi in stazione che la guardano vogliosi mentre lei si china sulla borsa lo fulmina a tradimento, lo lascia per un attimo annichilito, ma eccitato), pronta a raggiungerlo; e lui si vede finalmente fuori dal quel posto, mischia l’immagine del viso pulito di Camilla al pensiero di cosa le farà stanotte, arriva addirittura al domattina, quando la guarderà ancora dormire (Gheorghe si sveglia sempre prima) e filtrerà la felicità di entrambi, nella solita bolla di calore e sesso, di confine ristretto fra loro due. Pensa “Esco, la intercetto prima del taxi”.

— Quindi vado.

— No aspetta, dice Arianna che si accorge improvvisamente di lui, —Cominciamo noi, non può tardare.

Gesticola con il cameriere, gli sta addosso, lo maltratta quasi, trascina gli amici; al tatami già apparecchiato, mancano solo le prime cose da mangiare, ma tre camerieri son li che arrivano.

Gheorghe è interdetto. Non vuol far torto a Arianna, ma non si rassegna al disagio che si è creato. Sono sbilanciati, non è la solita allegria, manca qualcosa, manca tutto, manca Camilla.

“Vado a prenderla” decide, e si muove.

Ma in quell’attimo, la stessa vibrazione, lo stesso soffio di vetri che si aprono, di aria che irrompe nel locale.

Tutti si girano, per primo Alex, tutti guardano verso la porta, che vibra leggermente ancora.

Entra, un po’ affannata, una giovane donna con i capelli lisci, i jeans sulle gambe magre.

(continua).

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