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Differenze

Il racconto di un’amica, bella e intelligente. Il suo articolo ci ha fatto venire in mente il superbo incipit del racconto di Niccolò Ammanniti “Fa un po’ male” Einaudi, 2012.

Se Angela Milano, studentessa al terzo anno di odontoiatria, avesse fatto un pompino a Robbi Cafagna tutta questa triste vicenda non sarebbe mai avvenuta ed io non starei qui a raccontarvela.

Ma una sorte amara volle che proprio quel pomeriggio Angela,dopo una lunga discussione con l’amica del cuore…”

Come va a finire il racconto  ve lo leggete, se vi pare.
Ma resta l’interrogativo di fondo: un pompino, ti cambia la vita?

Moll(am)y

tumblr_otndb5otMh1w7i57ko1_500Succhiare un cazzo è un atto di volontà. Scoprirlo, guardalo, impugnarlo, leccarlo, giocare con le vene che si gonfiano, stuzzicarne la punta, succhiare il frenulo, metterlo in bocca, decidere il ritmo, i tempi, il modo e se farlo venire. Un pompino è scopare un uomo con la bocca.

Farsi scopare la bocca è un atto di sottomissione.  Ti appoggia la punta, la sbatte sulla lingua, te lo fa desiderare, ti afferra i capelli, te lo ficca in bocca, lo conficca in gola, rimane, poi esce, riaffonda, non ti lascia respiro, ti spinge la testa, ti fa lacrimare, soffoca, detta il ritmo, resta al fondo, conato, riprende, ritmo veloce, poi lento, sbavi, gli bagni i coglioni, respiri, poi dentro di nuovo, ti riempie e tu ingoi.

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Nella Gabbia

Ancora una volta in viaggio, di nuovo un locale mai visto prima, lontano da casa, all’estero.
A noi piace così: meglio che in Italia.
Noi non balliamo: ma davanti a noi la pista e le attrezzature sono davvero piene di gente.
 Un paio di ragazze sono sicuramente cubiste; gli altri, solo coppie, son qui per divertirsi.
Tutte le signore vestite da privè o da sera, alcune davvero belle; solo alcune ragazze vestono camicia e pantaloni, sembrano appena uscite dall’ufficio.
Continua a leggere Nella Gabbia

Maledetto campanello …

Alice sta succhiando lentamente e con gusto.
 Roberto è a pancia in su, le spalle un po’ sollevate, appoggiate ai cuscini. 
La testa del suo amore si muove piano, e lui sente l’uccello tirare ed indurirsi ancora di più ad ogni passaggio di labbra e lingua.
Languore del dopopranzo, desiderio, calma, carezza bagnata, cazzo duro e potente: il senso di paradiso lo pervade, la stanza sembra ripiegarsi intorno a loro, tutto vibra di calma potente che comincia a diventare eccitazione.
Drinn… Drinn….
Maledetto campanello, bastardo chiunque sia!

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Amore, Vuoi Sposarmi?

– Amore, vuoi sposarmi? –

– Mi piacerebbe, amore, ma non posso: son troppo porca.

– Non ho mai trovato una ragazza come te, io mi sento pronto al grande passo.

– Che proposta, così, all’improvviso. Ci conosciamo da poco…

– Da poco? sono sei mesi che ci frequentiamo. E che mesi… quanto amore, quanto sesso…

– Beh si, quanto sesso… Appunto, che bisogno hai di sposarmi? Continua a leggere Amore, Vuoi Sposarmi?

Meglio Senza

Alice: “Sssssss, si è addormentato”

Angela: “Si, ho visto”

Alice: “Riposa soddisfatto, il porco”

Angela: “Ma perchè porco, poverino, è stato così dolce…”

Alice: “Perchè è un porco, te lo assicuro. Ci credo che è stato dolce, cosa doveva fare, chi stava meglio di lui?”

Angela: “Io son stata benissimo”.

Alice:” Anch’io”. Continua a leggere Meglio Senza