Nella Gabbia

Ancora una volta in viaggio, di nuovo un locale mai visto prima, lontano da casa, all’estero.
A noi piace così: meglio che in Italia.
Noi non balliamo: ma davanti a noi la pista e le attrezzature sono davvero piene di gente.
 Un paio di ragazze sono sicuramente cubiste; gli altri, solo coppie, son qui per divertirsi.
Tutte le signore vestite da privè o da sera, alcune davvero belle; solo alcune ragazze vestono camicia e pantaloni, sembrano appena uscite dall’ufficio.

Si, ma come si veste una parigina che dall’ufficio va direttamente al privè?
Che situazione deliziosa, penso, mezz’ora fa erano in ufficio, adesso sono qui.
“Ma come, continuo oziosamente a pensare, nemmeno una doccia dal lavoro? E la mattina, che intimo avrà messo la dattilografa, sapendo come avrebbe finito la giornata? Guarda guarda quella magrina, sembra orientale, che eccitazione all’idea che si toglierà la camicetta a righe, la stessa che ha tenuto in ufficio tutto il giorno….”
Beatamente pensando queste cose, mi ritrovo seduto con Alice nella prima fila dei tavolini, proprio quelli intorno alla pista.
 Alice è rimasta con la sua tutina di rete fitta, falsamente casta sul petto, scollata sulla schiena.
In taxi, per arrivare qui, sopra la catsuit aveva una camicetta ed una gonnellina a balze: l’innocenza dipinta. Adesso è vestita di rete, con la cannuccia del cocktail in bocca, e un piedino che ha cominciato a stuzzicarmi il petto fino a risalire alla mia bocca. Accolgo il suo dito e glielo ciuccio con divertimento, guardo la sua figurina deliziosa, e l’altro piedino, ancora avvolto nel sandalo.
Una donna molto matura ci guarda, spudorata, nonostante l’uomo al suo fianco.
 Ma noi siano attratti da una scena diversa: una bella signora balla al palo della lap dance, vicinissima; capiamo che non si tratta di una professionista o di una ballerina, ma di una cliente: però in quel suo tranquillo avvicinarsi e staccarsi dal palo, in quelle mosse senza pretese vi è qualcosa di delizioso: è una persona che gioca, che si diverte, che si piace, che ama la situazione. Anche il fisico non è atletico, ma morbido, normale, da giovane matura; un accenno di pancetta lo rende graziosissima.
Il marito la segue, la guarda, la adora; pende da ogni sua mossettina, ogni tanto la sfiora orgoglioso, gode nel vedere il suo esibirsi. Finisce la musica ed i due ritornano a sedersi, proprio a fianco a noi. Anche la ragazza indossa una catsuit come quella di Alice; ma più chiara, più larga di maglie, quasi invisibile; Alice e lei portano un sandalo molto simile, ed i due piedi per un attimo si sfiorano, le belle calzature accanto.

Ma la serata continua, il locale si riempie ancora di più. Con Alice cominciamo ad esplorare la zona scura, a sdrusciare con altre coppie nel corridoio stretto; non entriamo subito nelle stanze, continuiamo il nostro giro, per farci un’idea, per assimilare le abitudini del posto.
Come noi altre coppie girano, guardano, ogni tanto si toccano, qualcuna entra e si spoglia; ma la maggior parte guarda, a volte proprio accanto al lettone dove le coppie nude scopano, si trattiene un po’ e passa oltre.
 Entriamo nella stanza dei letti fra le gabbie. Stranamente deserta. Per noi due è quasi un segnale: siamo soli, io mi spoglio, Alice è già vestita di niente, ci sdraiamo e cominciamo a baciarci: riassaporo la delizia delle sue forme sotto l’abitino, e il fremito di quando la rete finisce ed inizia la pelle nuda; l’intera catsuit sembra cucita intorno alla fighetta di Alice circondata dalle maglie del tessuto.
Lei si sdraia a pancia in su, io sto in ginocchio con il cazzo vicino al suo viso: ci masturbiamo con le mani e con la lingua, lei me lo tiene duro, io accarezzo il paradiso.
Il letto è circondato da inferriate su tre lati; ci accorgiamo che nella stanza è entrata un po’ di gente, che resta oltre le sbarre e guarda.
Ci facciamo poco caso, siamo molto concentrati su di noi. Poi una coppia già nuda sale sul nostro letto, i due cominciano a far l’amore vicinissimi, ci guardano, per chiedere; Alice decide, allunga il braccio verso la ragazza, amichevolmente; per loro è il segnale, la fine dei dubbi, l’inizio del gioco.
Sono carini ed entusiasti ma capiamo immediatamente che non è il tipo di coppia che ci piace: ci sembrano scambisti e basta, di quelli che vengono per farsi la moglie o il marito dell’altra: lei si fionda su di me e scopiamo un po’, concentrati, con lei che sale di eccitazione e viene abbastanza presto, in maniera lunga e gradevole. Io rimango duro, contento di esserlo, contento di avere ancora cazzo da dare.
Mi avvicino ad Alice; sta ancora facendo l’amore con quel ragazzo che adesso mi appare molto magro; Alice gli tocca il petto, lo calma un attimo, lo fa uscire; ma non lo abbandona e comincia a giocare con lui e con me insieme, carezzandoci entrambi.
La sua ragazza gli va alle spalle, lo abbraccia, gli afferra il cazzo da dietro, lo sega tenendo la mano su quella di Alice.
 Il ragazzo spruzza come una fontana, fra le risate ed i complimenti di tutti.
Ci guardiamo con Alice. So cosa sta pensando: due bravi ragazzi, ma per noi il sesso davvero interessante è un’altra cosa. Con questa coppia niente gioia di giochi fra donne, niente sguardi d’amore di lui alla sua donna mentre è presa, niente bacio in bocca al marito mentre gode con un altra.

Improvvisamente vedo la ragazza orientale della mia fantasia, l’impiegata parigina con la camicia a righe. Ha entrambe le mani sulle sbarre, e se potesse ci passerebbe attraverso: ma resta lì, non fa il giro, non entra: io cammino sulle ginocchia, accosto il mio cazzo duro all’inferriata, metto le mie mani sulle sue, facendo il gesto simbolico di volerle bloccare.
Ma lei sfila con dolcezza le mani (lunghe, bellissime) da sotto le mie, con le stesse mani avviluppa il mio uccello, lo tasta, lo porta alla bocca, e lì lo tiene con una delicatezza stupefacente, fatta di umidità e carezze lentissime, senza fretta, senza frenesia. Un suo ragazzo le fa qualcosa dietro, da sopra i vestiti di impiegata parigina, ma non c’è dubbio che l’intero mondo lei lo ha davanti, dentro una bocca che avviluppa, che quasi non fa movimenti per minuti interi, che assapora, tiene al caldo, rende duro allo spasimo quel cazzo che è tutto suo. Poi, in un attimo, si allontana, si gira, da’ un bacio lungo e umido al suo ragazzo e lo trascina fuori.
Io resto lì stupefatto e, ancora una volta, senza aver finito.
Mi giro verso Alice e …. un tuffo al cuore! Eccola lì sdraiata, totalmente abbracciata ad una ragazza bionda che la sovrasta, la copre del tutto, le pesa addosso, carezzandola in maniera frenetica e perduta.

Alice piace alle donne e sa godere di questo; ma non avevo mai visto una tale passione, né una Alice così cedevole e sopraffatta. Si baciano, la bionda ha le sue mani ovunque, ma soprattutto gode dell’intero corpo di Alice, strofinandolo al suo, schiacciando ogni centimetro dell’amica, succhiandole collo, seni, bocca, senza lasciare mai l’abbraccio disperato.
Alice è travolta, si lascia prendere e fare, risponde stupefatta e complice.
Poi la bionda si stacca solo per stringere fra le sue gambe il corpo di Alice. Stanno di fronte, sdraiate, le gambe intrecciate, il pube incollato a quello dell’altra.
Le due fighe sfregano fra loro, una masturba l’altra, una incalza l’altra, le due donne si scopano freneticamente come non avevo mai visto. Sono fradice, concentrate, incastrate l’una con l’altra, scosse e mai stanche. Alice è silenziosa, ma totalmente presa.
La bionda emette piccoli mugolii, sempre diversi, sempre più insistenti, fino ad alzare una nota diversa e quasi disperata; un singhiozzo poi tace. Alice la segue, mordendosi le labbra, ma liberando anche lei piacere, che vedi dal corpo prima inarcato, poi teso, poi rilassato.
Le due adesso si fronteggiano sedute sul materasso, le gambe incrociate, gli occhi fissi l’una in quelli dell’altra, stupefatte entrambe: Alice si scuote prima, afferra il mento dell’amica, comincia a baciarla in maniera possessiva, invadendole la bocca con labbra e lingua prepotenti.
Poi si sdraiano una a fianco all’altra, a pancia in giù, una bionda l’altra bruna, una più alta, l’altra più formosa: le teste son vicine, le signore parlano, si scambiano parole, restano in una bolla tutta loro per un certo tempo.
Io mi avvicino cauto ad Alice, non voglio infrangere quell’intesa magica, ma ho un desiderio terribile di esserci anche io, di non restare fuori del tutto da quanto le è successo; sarebbe la prima volta, maschio o femmina che sia stato con noi.
Alice mi accoglie morbida e meravigliosa; ci baciamo, sdraiati, passiamo minuti ad accarezzarci l’intero corpo, a non negarci nulla. Finalmente vengo, mi svuoto con sollievo e passione, godo pieno di amore e gratitudine.
 Poi, vicino a noi, ancora piccoli gemiti.
 L’amica di poco fa viene scopata da dietro. Riconosco con stupore l’uomo che osservava compiaciuto la lap dance della moglie.
Ma allora è lei! E’ la danzatrice di prima che ha riconosciuto Alice, l’ha osservata mischiata alla gente fuori della gabbia, ed infine è venuta a prendersela. Mentre per Alice tutto era stato chiaro dall’inizio, io non avevo capito niente, e resto stupefatto e sbalordito.
E di più mentre la guardo adesso, con il marito che la carica da dietro; non c’è piacere in quel viso di ragazza matura, il godimento di poco fa insieme ad Alice è del tutto scomparso.
 Aspetta tesa che l’uomo finisca, ogni tanto irrigidendo il corpo per un dolore. Lui viene sbrigativo e si alza veloce, estraendo un pistolino ancora duro ma piccolo, asciugandolo, rivestendosi subito.
Le due donne si guardano ancora una volta, ma gli sguardi sono completamente persi, ognuno dietro un pensiero improvvisamente diverso.
La nostra amica di una notte carezza teneramente le mani di Alice e si sporge quasi a darle un bacio; poi rinuncia, si alza, si riveste, e segue il marito che sta uscendo rapido dal locale.

gabbia+nella

5 pensieri riguardo “Nella Gabbia”

      1. La gentilezza nei confronti dei vostri lettori è uno dei motivi per cui leggo e commento regolarmente il vostro blog ormai da anni. E ora mi ci sono pure iscritto! 🙂 Grazie a voi! 🙂

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